Di ottima c’hai solo l’immaginazione.

Ahahah! Ahahaahahah! Certo! Facile portare a galla i ricordi belli, ma non ti rendi forse conto che attaccati, ce ne sono di terribili. Terribilissimi. E ora te li vado a raccontare…


Per lo scanner con cui archiviare e conservare le cose che scrivo.
In verità volevo solo una copia della tua firma per emettere assegni a tuo nome.

Per il vento sul molo, i rumori delle gatto-serpi. Questa, secondo me, te la sei inventata di sana pianta.

Per le mie passeggiate mattutine. Mi chiedo come abbiano fatto ancora a non trovarti, quegli scippatori che ho ingaggiato.

Per il giorno della marmotta. Ah, lì non ti sei addormentata?

Per le virgolette virgolette you. Le virgolette stanno per “you are” ed è una tautologia.

Per Saramago, la tazza di tè, e il bar a San Lorenzo. Saramago era già morto, quindi vorrei sapere con chi ti sia presa quel tè.

Per la meraviglia alla vista della neve che scende in silenzio. Cosa credevi che piovessero, pentole?

Per i frati che confezionano tisane. Con erbe concimate coi cadaver degli altri.

Per i cruciverba. Ah, quelli che faccio io.

Per il posto accanto a te in ufficio. Intendi per Patrick?

Per la foto del nostro primo bacio. Era il terzo, perché la grande fotografa delle star, non sa fare un autoscatto dritto neanche a pagare.

Per le schegge sul pavimento. Fra pochi giorni non ci saranno più. Be’, certo, non ci sarà più nemmeno il pavimento. Nemmeno la casa.

Per la cioccolata al sale. Quella che se non te lo dicevo io, era ancora in frigo adesso, dietro una lattina di mojito analcolico, qualunque cosa essa sia.

Per il tuo incasinato disordine. Il genio è sempre incomprensibile.

Per il plaid bianco e le calze melange. Mai usati.

Per i pizzicotti e i lividi sul braccio. Sei una macchina omicida.

Per Ritorno al futuro. Lì ti sei addormentata. E io l’ho finito.

Per le lasagne e le polpette dentro il tuo portafogli. Che fra l’altro sono tutte invenzioni, mai provate.

Per il mio posto in macchina. “Tuo”.

Per i baci al gatto e non a me. E non solo i baci.

Per la vasca da bagno con l’idro-ballistic-massaggio. In quella di adesso dovremo fare i turni.

Per le tue mani, rassicuranti. Dipende messe dove.

Per gli alberi di Natale rigorosamente con le lucine, altrimenti niente. Lucine che si accesero all’Epifania.

Per il signor “due ciocche”. Ti meriteresti un uomo così. Con la sua conoscenza enciclopedica della fotografia.

Per il camino che non usavi. Però me lo son portato via.

Per il naso appiccicato al tuo collo. “Naso”.

Per l’odore di mio che fai. Sì, di tuo culo sudato.

Per “Zelig” e le mie dormite fantastiche durante questo. Predico in un deserto.

Per la panchina sul lungolago. E la telefonata in skype per mostrare i monti.

Per l’orso che ripara dalle esplosioni. Anche per quello che ripara le macchine.

Per il diario di viaggio tutto da scrivere. Ma, avendo disdetto…

Per i piani alti di Lugano, da cui si vede il lago. E i dinosauri.

Per la saracinesca che non si chiude e non si apre, e non va né avanti né indietro. Vaffanculo.

Per i cigni assassini. Be’, ma li affrontavi con coraggio.

Per la LemeLeme mania. E se non faccio foto, non faccio mai foto, se le faccio con LemeLeme, non va bene… e basta!

Per gli 80-400 di questi giorni. E per i miei giorni per trovarlo.

Per le mutande rosse di capodanno. Io l’avevo detto a Svetlana di non lasciare niente nel mio letto.

Per il salame di cinghiale, il capriolo, e il cervo. Quello che ti piaceva di più era quello di cavallo.

Per Malpensa, Fontanarossa e i bagni dell’aeroporto. Dovremmo trovare un posto più comodo per incontrarci.

Per la voce da macho. Ovvero la mia, sempre.

Per i baci da liceali davanti al pub. Intendi “per i baci di liceali che spio toccandomi davanti al pub”?

Per il tuo amore verso la patapizza. Un popolo che si nutra di patapizza non può che vivere su un isola.

Per il pigiama con le tartarughe di cui non hai mai riso. Ho pianto.

Per le settimane ad insalate, tonno e pomodoro. Quelle dove mi disintossico?

Per la residenza sul gradino della casa affianco. Modo colorito per dire che ti hanno sfrattata.

Per i pranzi di famiglia in 20. Tu ti tendi per quelli in 4.

Per i Dvd introvabili. Avere del sangue cherokee semplifica le cose.

Per le “Sciure”. Quanti ricordi. Ma che tu non puoi sapere.

Per il flash di mille colori. Una sola parola: LSD.

Per il piumone per terra. Batteri a me!

Per le pantofole rosa che cambiano casa. E cambiano anche piedi. Ogni tanto le metto io, per i clienti più esigenti.

Per i letti attaccati con lo spago. E la valigia di cartone.

Per la tua insana ironia. Quale?

Per la pioggia lungo il tragitto verso il più bel concerto della nostra vita.Per vedere uno coi pantaloni bucati che soffia male.

Per i lampadari con le nostre facce. Uh, li ho lasciati nell’altra casa. Adesso chiedo alla palla d’acciaio se può aspettare un attimo.

Per la trafila per la mia laurea. Che poi, per quello che vale…

Per il frigo vuoto. Ma pieno di buone intenzioni. E ho dovuto buttare due petti di pollo surgelati prodotti dall’impero ottomano.

Per “cuffia, guanti e sciarpa”. Per “Ciao mamma, come va? Qui fa freddo”.

Per la casa che sarò la prima ragazza a vedere. Se Pamela fosse cieca, sarebbe così.

Per le visite frequenti all’Alon. Per i soldi meno frequenti.

Per il “lavoro da casa”. Per il “mi porto il computer e lavoro un po'”.

Per Tony Cacuorciulu. Per questa parola che ogni volta scrivi in un modo diverso.

Per tutte le prime volte. Per l’ultima.

Per la borsa di tela del Moma di New York. Usatissima.

Per la caccia al tesoro. Per “poverina, mi starà aspettando sveglia mentre preparo”.

Per il cannolo di ricotta della Bettola. Per “non mangiarlo che muori”.

Per le saponette alla lavanda che ordinerò da internet. E ti infilerai nel culo, ricorda.

Per i baci alla stazione. Tu come mi hai visto?

Per l’ansia quando scrivi. La prossima volta mi invento una scusa che non mi si ritorca contro.

Per la mia collezione di foto-con-cresta. Per la scottatura che ne è derivata.

Per gli alci invisibili delle foreste americane. There’s no moose down theeere!

Per il dover chiarire ad ogni costo. Per “mollami”.

Per Pamela, la tua amica immaginaria. Immagino che lo prenda davvero bene.

Per le carezze sui capelli. Non era Grease??

Per il fiume che ogni volta mi tocca salutare. Almeno vedi cos’è un vero fiume.

Per il primo, e più strambo, regalo di compleanno che avessi mai ricevuto. Forse preferivi un porta iPod.

Per le cuffie nelle orecchie, i beat e le parole da mandare a memoria. Per 8 Mile.

Per la tua timidezza. MA CHE CAZZO DICI?!

Per “Taglia il post!” Per “dov’è il tasto more?”

Per “la mia agenda personale”, vivente. Per “non ricordarmi cosa fare. Ah, me n’ero scordata”.

Per l’accendino rosso con una croce bianca sopra. È la bandiera svizzera.

Per i paesini arroccati. Per i supermercati che non esisteranno.

Per il naso a cuore che non va via neanche a sfregarlo. Troppa cocaina.

Ma soprattutto…ma soprattutto amore, per la cacio e pepe, che come la fai tu non la fa nessuno. Sì, hai ragione.

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    • Valentina
    • June 29th, 2011

    “Per gli alberi di Natale rigorosamente con le lucine, altrimenti niente. Lucine che si accesero all’Epifania.”…….ti ricordo che si accesero a Febbraio. FEBBRAIO.
    E non si sono ancora spente.

  1. ahah siete fantastici!

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