Volevo Ringraziare

15 Gennaio 1989

I capelli bianchi, le rughe, una giacca da camera scolorita. Sul comodino un bicchiere colmo d’acqua, per la dentiera. Un paio di occhiali con lenti bifocali, le confezioni di medicine. C’è tutto quello che fa di un uomo un “anziano”.
E poi c’è un foglio bianco, una penna, una mano tremolante. Adesso c’è anche un testamento. Incompleto, ma c’è.
<< Cosa fai adesso? Scrivi? >>
<< Sì, mi tocca.. >>
<< E che cosa…ma…Oh Signore, ma che stai scrivendo?..“E ringrazio anche la cassiera del supermercato che..”…! >>

<< Embè? Ringrazio. Ringrazio tutti quelli che mi hanno voluto bene. Ho già diviso i beni, le terre, le case. E adesso…adesso sono passato a scrivere le mie ultime volontà… >>
<< E sentiamole, queste ultime volontà…>>
<< Primo: mettete una bella foto sulla mia tomba. Una in cui non si veda bene che sono sdentato e senza capelli, una in cui sembro più giovane. Magari…una di quelle che tengo nel cassetto della scrivania, in cui avevo vent’anni e facevo il soldato.
Secondo: seppellite insieme a me tutto ciò che potrebbe servirmi: la dentiera, il giornale sportivo, i soldi, e anche un po’ di cibo e di acqua, non si sa mai… >>
<< Certo, è arrivato il faraone! Ma papà, cosa vai dicendo? >>
<< Ho visto tanti di quei documentari sui faraoni io, che ne sai tu? Quelli si portavano appresso le cose che potevano tornare utili! Se…se… >>
<< Sì, certo. Se noi fossiamo egiziani di qualche migliaio di anni fa e credessimo nella vita ultraterrena! Vuoi anche la piramide già che ci siamo? >>
<< No, una lapide mi basta. Però…sopra bisogna scriverci i ringraziamenti. >>
<< I ringraziamenti… >>
<< I ringraziamenti. Io metterei tutti i nomi di quelli che mi hanno voluto bene. Ero giusto arrivato alla cassiera del supermercato… >>
<< Ma papà! >>
<< …quella che mi aiutava sempre a leggere le cose scritte in piccolo sulle scatolette, e che ogni tanto mi regalava di nascosto i punti fedeltà. >>
<< Bene. Vogliamo metterci dentro anche la signora del secondo piano che ogni domenica ti portava torta e frittata? >>
<< Oh sì, stavo per dimenticarl… >>
<< Ma papà! Non è possibile! Sarebbero troppi! Non si può fare, mi dispiace. >>
<< Hmm. >>
<< Al massimo, se proprio ci tieni, mettici i nomi di chi ti ha voluto bene veramente. >>
<< Hmm. Allora ci mettiamo tutti i nomi dei miei familiari, che… >>
<< Papà. Hai 8 figli, 16 nipoti e 5 bis-nipoti. >>
<< Hmm? >>
<< Cos’è? Vuoi entrare nel guinness dei primati con la lapide più lunga del mondo? >>
<< Ma io…volevo ringraziare… >>
<< Allora fai così, mettici solo chi ti è stato davvero vicino, e si è preso cura di te. Qualcuno che ti ha fatto felice. >>

20 Ottobre 1989

Un viale alberato, i fiori, i lumini rossi, il silenzio. C’è tutto quello che fa di uno spazio un cimitero.
C’è anche una lapide nuova. La foto in bianco e nero mostra un giovanotto in divisa da militare, capelli neri e lucenti, sorride. Una mano poggiata su un fianco, l’altra indica qualcosa in lontananza.
Sul marmo, lucidato da poco, le seguenti parole:

Ferdinando Caporali
12/01/1904   –   19/10/1989

“Ringrazio Rosalinda, l’infermiera della casa di riposo “L’arcobaleno”.
Per avermi letto il giornale tutte le mattine,
per avermi rimboccato le coperte ogni sera,
e ricordato ogni giorno di prendere le medicine.
E per avermi fatto felice ogni volta che, chinandosi,
mi  mostrava involontariamente le giovani grazie.”

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