Quattro pareti

– “Se ti chiedessero di scegliere tra l’immortalità e la libertà, tu cosa faresti?”

– “Facile. L’immortalità.”

– “Uhm.”

– “E Tu?”

– “La libertà, ovvio.
Ti parlo da dietro questa grata, posso vederti ma non toccarti, la mia pena non è ancora scontata, e sono solo.
Non dovresti nemmeno chiedermelo.”

– “E’ dura lo so. Ti capisco.”

– “No, tu non puoi capire. Non ci provare neanche.”

– “Non dire così..”

– “Non posso muovermi. Non posso correre. Non posso saltare. Non posso scappare. Non posso scegliere.
L’unica scelta che posso fare quotidianamente è quella di decidere su quale delle quattro pareti che mi circondano andrò a sbattere la testa.”

– “Posso immaginare.”

– “Non puoi.”

– “Sottovaluti l’affetto che provo per te.”

– “Sottovaluti il fatto che l’affetto non farà mai di te un recluso. Solo così capiresti.
E poi, io non ho affetti. Come potrei?
Io sono di qua, voi di la. Vi osservo da dietro queste grate e mi domando come fate a non capire.”

– “E cosa non capiremmo?”

– “La fortuna che possedete. Voi siete liberi.”

– “Uscirai presto da lì, vedrai.”

– “Troverò un buon avvocato.”

– “O un bravissimo psichiatra.”

– “Già.”

– “Già.”

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