Il Chimico e il Boomerang

Esistono parole che prese cosí, da sole, non dicono nulla se non quello che significano sul dizionario. Particelle di discorsi, utili a loro stesse e nulla più.
Ma se le metti insieme…beh, viene fuori un mondo.
Prendi per esempio “Ti” e “Voglio”.
“Ti” quand’é solo soletto non significa nulla, strutturalmente minimo, candido riferimento a qualcuno che sta lí ad ascoltarti, o a leggerti; “Ti”, a te, attento che arriva il seguito e poi vedrai se sará il caso di rallegrarti o no, tutto può essere: “ti amo”, “ti uccido”, “ti stimo”, “ti sto sul cazzo?”, “ti devo dire una cosa”.
Potrebbe ritrovarsi ad assistere a qualsiasi scena, questo piccolo, utilissimo matrimonio di consonante e vocale. Questo piccolo duo che non basta a se stesso.

E prendi poi “Voglio”, ne “vogliamo” parlare? In quanto massima espressione dell’attitudine umana a possedere, “voglio” si prefigura come sintesi dell’uomo, oserei dire come specchio di ogni etá, posizione sociale,tipo umano.
A volte “Potere” (nel senso di “Assunzione di potenza”) e “Voglio” mi somigliano un pó, boh, saran parenti.
“Voglio”..”voglio”…non vi fa immaginare un bambino nella tipica fase della scoperta della proprietà privata?
“Voglio”, “voglio”, “voglio”, e si prepara cosí a diventare uomo, raccattando pezzi di giocattoli e gelati.
Suona anche antipatico, “voglio”: petulante, insistente, non posso che associarlo ad una faccia accigliata che brama possesso.
E’ cosí autoreferenziale che assume toni egoistici anche quando é utilizzato per altri scopi: “Voglio fare del bene”; “Voglio farmi del bene facendo del bene”.
Ecco, “voglio” torna sempre indietro come un boomerang australiano.
Ben addestrato.

Adesso, metti insieme “Ti” e “Voglio” e osserva la reazione che si innesca:

io…..io….beh io…insomma io… “Ti Voglio”.

BOOOEEEEMMMMM.

Oddio, l’hai sentita anche tu? I vetri della mia camera hanno vibrato.
“Ti voglio”, io voglio te.
Oppure: io voglio averti, voglio possederti, ti voglio con me, ho un esagerato bisogno di dare il via ad un appassionato scambio di idee, esperienze e saliva con te.
E in un attimo, il nostro “ti voglio”, diventa il bilanciamento perfetto di “te” e “me”.
“Ti”:  mi protendo verso di te, sei in parte responsabile di ciò che accadrà.
“Voglio”:  il boomerang, il ritorno a compiacere sè stessi.

Un mix micidiale.

“Ti voglio”…lo senti quanto suona appassionato, spinto, carnale, speranzoso, potente?
Suona perentorio e per questo, se usato al momento giusto, con la persona giusta, non c’è dubbio che finisca per sortire degli effetti esplosivi.
A patto che anche l’altra persona abbia un “ti” e un “voglio” lí, sul banco del chimico, pronti a mescolarsi per gli stessi fini.

“Ti voglio”, la mia persona necessita della tua intelligenza acuta, della tua ironia, della tua dolcezza, delle tue mani, dei tuoi occhi, della tua attenzione. E dei tuoi “ti voglio”.

Esistono frasi che esplodono, é raro incontrarne, e “ti voglio” è certamente una di queste.

“Ti voglio”

BOOOOOOOEEEEMMMM

Advertisements
  1. No trackbacks yet.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s

Advertisements
%d bloggers like this: